UNA PROPOSTA

L’Italia, con Spagna, Grecia, Portogallo, Svezia, Islanda, Norvegia e Cipro, in materia di politiche d’integrazione scolastica ha un approccio uni-direzionale, ovvero tende ad inserire quasi tutti gli alunni nel sistema scolastico ordinario. In Italia, in Svezia, Norvegia e Danimarca le scelte legislative portanti sono state adottate da molti anni. A prescindere dalle scelte di ogni Paese, la questione dell’istruzione e dell’inserimento degli alunni disabili continua a rimanere all’ordine del giorno. Di recente, a seguito di numerose ricerche di settore, si è evidenziato che l’inserimento nelle classi comuni risulta l’obiettivo prioritario nelle riforme scolastiche europee. L’Italia, in modo particolare, ha specificato in termini chiari e tradotto in termini legali le proprie scelte, tentando e riuscendo a migliorare il proprio approccio educativo ed assicurando un maggior numero di servizi all’interno del Sistema scolastico italiano.


http://www.maps-store.it/immagini-mappe/
mappa-europa-fisica-politica-45570001.jpg
                     

Il Programma Educativo Individuale, all’interno di queste migliorie, occupa un ruolo importante e determinante nella didattica dell’integrazione. Esso, infatti, stabilisce il tipo di esigenza educativa dell’alunno, gli obiettivi e i metodi scelti per lui; esso indica, inoltre, il curriculum formativo e il tipo di modifiche apportate al curriculum ordinario per valutare i progressi degli alunni interessati. Esso, infine, sigla un “contratto” tra gli attori interessati: genitori, insegnanti, professionisti che si occupano del caso.

Il tema della disabilità e dell’integrazione scolastica, quella riuscita, registra tuttavia una battuta d’arresto quando lo studente arriva nella Scuola Secondaria; infatti, come registrano i documenti nazionali, è da questo momento che l’inserimento presenta numerosi problemi: la presenza di materie specifiche curricolari, la diversa organizzazione della scuola creano diverse difficoltà d’integrazione. Inoltre, da questo momento si registra un netto divario tra gli alunni disabili e i loro coetanei.



Excursus legislativo sull'inserimento e l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità:
http://www.galois.it/drupal/materiali/disabilita/excursus_leggi/excursus_leggi.html 



Problematiche più visibili:
• Sistema di finanziamento
• Preparazione del corpo docente (formazione iniziale e in itinere)
• Ampiezza della classe
• Inserimento in classe per disturbi particolarmente rilevanti


...E NELLA NOSTRA SCUOLA?

Da anni l’Istituto accoglie alunni disabili, in tutti gli ordini di scuola. A seguito di anni di lavoro ed osservazione, sono stati redatti alcuni strumenti utili per l’analisi dei casi:
  • BUONE PRASSI D’INTEGRAZIONE PER UNA SCUOLA INCLUSIVA, referente prof.ssa Luigia Castagna  
  • REGISTRO PER L'ATTIVITA' DI SOSTEGNO 

 La situazione vissuta dalla nostra scuola, tuttavia, la Secondaria di I grado “Anna Frank”, parte dalle premesse sopra riportate, ma procede oltre, secondo proprie peculiarità. Infatti, benché da anni appartengano alle nostre classi alunni disabili, molti dei quali perfettamente integrati, quest’anno sono arrivati tra noi due casi particolarmente impegnativi: due alunni disabili neo arrivati dall’estero.

paroleidea.wordpress.com

Uno dei due casi, grazie alla certificazione presentata e ad una maggiore sveltezza nelle pratiche burocratiche, è riuscito ad avere il sostegno e l’educatore del Comune. Il secondo caso, invece, ha comportato maggiori difficoltà. Il ragazzo, proveniente da un Paese europeo, possiede un quadro patologico grave e, a causa di questioni burocratiche per la mancanza della residenza, non è riuscito ad avere né il sostegno né l’educatore. Inoltre, in quanto alunno neo arrivato, appena arrivato avrebbe dovuto essere inserito nel Laboratorio di Alfabetizzazione I. Il ragazzo, accompagnato da una certificazione che indicava una grave patologia, ha avuto più di un incontro con la dott.ssa Villa, che ha rilasciato a propria volta una certificazione, che convalidava la precedente.

 A fronte di una situazione nuova, alcune insegnanti hanno cominciato a mettere in pratica un iter che prevedesse:
Il protocollo di accoglienza per alunni con disabilità
• Il protocollo d’accoglienza per alunni stranieri
Entrambe i protocolli sono stati modulati ed integrati per adattarli alla nuova situazione e alle nuove necessità.

I passaggi da rispettare sono:
• Preconoscenza e coinvolgimento della famiglia
• Contatti con gli esperti a conoscenza del caso
• Contatti con le associazioni territoriali per disabili
• Presentazione al C.d.C.
• Considerazione delle figure referenti
• Inserimento, osservazione, conoscenza
• Predisposizione di un percorso personalizzato
• Monitoraggio di tale percorso

Uno strumento particolarmente utile per capire come muoversi è stato il seguente documento: DOSSIER DELL’ALUNNO DISABILE 
che riportava i passi principali da fare per seguire al meglio lo studente.
E’ bene ricordare, tuttavia, che essendo stato lo studente in questione un apripista di esperienze simili e mancando un insegnante di sostegno di riferimento, il lavoro svolto è risultato sperimentale, ma decisamente utile per gli anni a venire.
Il personale coinvolto è stato:


PERSONALE
COMPITI
DIRIGENTE SCOLASTICO
·         Consultivi
·         Formazione classi
·         Assegnazione insegnanti di sostegno o altro
·         Rapporti con le amministrazioni locali
·         Convocazione del GLH
SEGRETERIA
·         Ricezione iscrizione
·         Segnalazione ai docenti delegati (referente stranieri, referente disabili)
DOCENTE REFERENTE (Facilitatore d’apprendimento, docente di sostegno)
·         Test ingresso
·         Organizzazione percorso differenziato e di alfabetizzazione
·         Partecipazione alla stesura del PEI, perché gli obiettivi del sostegno e dell’alfabetizzazione siano previsti
·         Cura degli aspetti relativi all’integrazione nel gruppo classe e nel laboratorio di alfabetizzazione
·         Ruolo di osservazione e mediazione degli aspetti  prammatici, relazionali e didattici
·         Rapporti con la famiglia
·         Rapporti con professionisti (ASL,operatori comunali)
FUNZIONE STRUMENTALE (area stranieri, area disabilità)
·         Raccordo delle diverse realtà (enti territoriali, enti di formazione, cooperative, scuole, ASL, famiglie)
·         Coordinamento della commissione “integrazione alunni d.a.”
·         Attuazione monitoraggio progetti in cui sono coinvolti alunni d.a.
·         Promozione laboratori specifici
·         Relazione al collegio docenti
·         Controllo documentazione in ingresso e in uscita
·         Promozione corsi di aggiornamento
·         Reperimento informazioni su strumentazioni per disabili
CONSIGLIO DI CLASSE
·         Elabora, approva e valuta il PEI
·         Definisce l’accoglienza dell’alunno d.a.
·         Decide e programma la permanenza dell’alunno all’interno dell’aula (ogni docente in base al monte orario, secondo quanto la disciplina consente)
·         Decide e programma lezioni individualizzate nel laboratorio di alfabetizzazione
·         Partecipazione alla stesura della programmazione individualizzata
·         Valutazione del percorso in itinere e alla fine
DOCENTE COORDINATORE DI CLASSE
·         Partecipazione alla commissione “Integrazione alunni diversamente abili”
·         Rapporto al consiglio di classe
·         Partecipazione alle riunioni con i professionisti che si occupano del caso
COMMISSIONE “INTEGRAZIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI”
·         Riunioni periodiche per organizzare accoglienza e integrazione alunni disabili
·         Analisi e verifica del livello e della qualità dell’integrazione a scuola
·         Promozione del protocollo d’accoglienza
COLLABORATORI SCOLASTICI
·         Se necessario, aiuto all’alunno negli spostamenti interni all’edificio
·         Se necessario, assistenza all’alunno nei bisogni primari
FAMIGLIA
·         Accolta secondo le direttive del Protocollo alunni stranieri
·         A conoscenza del fatto che può richiedere un mediatore linguistico-culturale
·         Sottoscrizione dei PEI
·         Collaborazione nella realizzazione del PEI
·         Aggiornata su interventi proposti all’alunno
·         Sottoscrizione del patto educativo

http://www.google.it/imgres?hl=it&gbv=2&biw=1024&bih=616&tbm=isch&tbnid=DsJDOlf6jxGUEM:&imgrefurl=http://www.mongolfiere.it/pagnews.asp%3FID%3D39&docid=TNnj5f-SMMBhbM&imgurl=http://www.mongolfiere.it/uploads/news/disegni.JPG&w=709&h=349&ei=AUjXT-bGBsjzsgbYvciUDw&zoom=1

A seguito dell’esperienza di quest’anno e riflettendo sulle necessità emerse, il protocollo utile da seguire risulta il seguente:
FASI
TEMPI
AZIONI
ISCRIZIONE
Entro termini stabiliti dalle note ministeriali
·         Iscrizione presso la segreteria con modulistica in lingua o alla presenza di un mediatore linguistico
·         Presentazione di tutta la certificazione a disposizione (diagnosi funzionale e certificazioni rilasciate dalla scuola precedente)
·         Colloquio con i genitori alla presenza del mediatore linguistico-culturale
PROVE D’INGRESSO
All’arrivo dello studente, secondo i tempi del Protocollo stranieri
·         Preparazione di prove adatte al livello degli alunni in arrivo
·         Presenti referenti intercultura (o commissione) e sostegno
CONDIVISIONE
A seguito della decisione dell’inserimento in una certa classe
·         Presentazione dell’alunno diversamente abile agli insegnanti del consiglio di classe, alla luce di quanto emerso dai test d’ingresso e dal colloquio con i genitori
INSERIMENTO NEL LABORATORIO ALFABETIZZAZIONE
A seguito dei test d’ingresso, secondo il Protocollo alunni stranieri
·         Organizzazione di un percorso di alfabetizzazione, modulato su obiettivi differenziati, in base alle prime osservazioni
ACCOGLIENZA
Inserimento in classe, secondo le osservazioni condotte nei primi giorni
·         Organizzazione di percorsi adatti al ragazzo, per farlo conoscere ai compagni e avviare il processo di socializzazione ed integrazione.
REDAZIONE PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO
A uno o due mesi dall’inserimento
·         Redazione del Piano Individualizzato, secondo le certificazioni fornite, gli incontri con la famiglia e gli esperti, le osservazioni condotte durante il primo periodo di frequenza scolastica
OSSERVAZIONE FASI INTEGRAZIONE E APPRENDIMENTO
Durante tutto l’anno
·         Revisione parziale del PEI, in virtù del percorso educativo e didattico in corso (da tener bene presenti i cambiamenti dovuti all’età adolescenziale e la difficoltà dell’alfabetizzazione)

Tale protocollo è stato approntato durante l’anno, cercando di capire le difficoltà di un ragazzo disabile neo arrivato e riflettendo sul compito di tutti gli operatori coinvolti. Si è cercata una strada che avesse senso per lo studente e che permettesse di organizzare un protocollo utile per l’avvenire.

IL PEI DELL’ALUNNO NEO ARRIVATO

soccorso-cisanese.org

Il PEI dell’alunno neo arrivato deve tenere conto non solo della patologia dell’alunno e delle pratiche didattiche usuali, ma anche della sua situazione in quanto neo arrivato, della sua recente immigrazione, delle difficoltà e fragilità vissute dalla famiglia. Il PEI deve diventare una raccolta partecipata, collaborativa ed in itinere tra le diverse figure che vi partecipano, ciascuna delle quali diventa risorsa di integrazione e riuscita scolastica. Il buon esito dell’anno dovrà essere valutato partendo da una conoscenza estesa delle caratteristiche della persona, della famiglia e del contesto in cui è stato, fino a poco tempo prima, inserito. Proprio in virtù di queste considerazioni, riteniamo che la redazione del PEI dovrebbe diventare sempre di più un compito multidisciplinare e collegiale, che riguarda tutti gli operatori che entrano in contatto con l’alunno. La diagnosi funzionale deve diventare un’elaborazione a più mani, da sintetizzare ad opera di una regia attenta e consapevole. Tale regia, da collocare all’interno della scuola, deve conoscere perfettamente le risorse didattiche ed integrative attuabili e deve far sì che siano messe in atto al meglio. Le aree imprescindibili di una diagnosi funzionale sono:
·         Dati anamnestici, clinico-medici, familiari e sociali: situazione fisica dell’alunno, le caratteristiche della sua sindrome. In questa fase si richiedono collaborazioni specialistiche (neurologiche, neuropsichiatriche, pediatriche, ortopediche, riabilitative) per i ragazzi con i documenti necessari. E’ fondamentale che le informazioni alla scuola su eventuali somministrazioni di farmaci o su possibili crisi fisiche siano accurate e complete.
·         Livelli di competenza raggiunti nelle aree fondamentali dello sviluppo: si valuta la competenza dell’alunno nei seguenti settori: cognitivo-intellettivo, affettivo-relazionale, linguistico, motorio, dell’autonomia, i punti di forza nel suo repertorio di comportamenti. E’ fondamentale, inoltre, tener presente le potenzialità per sviluppare un percorso che miri al recupero del soggetto.
·         Livelli di competenza raggiunti rispetto agli obiettivi della classe: considerazione delle attività e degli obiettivi della classe d’inserimento rispetto alle capacità-potenzialità dell’alunno. Questo aspetto risulta particolarmente importante laddove ci sia un’intenzione reale di integrazione, quindi laddove siano predisposti momenti di lavoro condiviso tra la classe e l’alunno d.a. neo arrivato. Il punto di contatto tra gli alunni normodotati e l’alunno disabile deve rispondere a due criteri fondamentali:
§  Le attività devono poter essere comprese e diventare parte del bagaglio esperienziale dell’alunno d.a.
§  Le attività devono far parte della disciplina in questione, anche se a diversi livelli di complessità
·         Aspetti psicologici, affettivo-emotivi, relazionali e comportamentali: aspetto fondamentale, perché l’alunno non viene valutato solo come un soggetto discente e con problemi di apprendimento, ma viene valutato nella sua complessità di persona, con le risorse che riesce a mettere in atto e di cui ha dato prova durante la migrazione e la prima socializzazione scolastica.

ANALISI SITUAZIONE INIZIALE
                                                                                     ↓

DIAGNOSI FUNZIONALE
La diagnosi funzionale è una definizione dei livelli di funzionalità del soggetto che permetta di giungere ad una conoscenza più approfondita. Diventa funzionale, in quanto utile alla progettazione di attività didattiche opportune.

PROFILO DINAMICO FUNZIONALE
Strumento di raccordo tra la conoscenza dell'alunno dal punto di vista sanitario-riabilitativo, scolastico e familiare per la definizione degli obiettivi, delle attività, delle tecniche e dei materiali utilizzabili per la realizzazione del prog. educativo.


                                                                   ↓

PIANO ( PROGETTO) EDUCATIVO
INDIVIDUALIZZATO
strumento di lavoro per rendere operativi i dati del Profilo Dinamico Funzionale. In esso si ipotizzano gli obiettivi, gli interventi, le verifiche e le valutazioni in relazione ai bisogni dell'alunno.

                       ↓                                          ↓                                                ↓

NORMALE
Indicato nel POF
PER OBIETTIVI MINIMI
Obiettivi minimi delle singole discipline, ma non differenziati dalla programmazione ufficiale
DIFFERENZIATO
Interventi educativi e didattici adeguati alle capacità e alle potenzialità dell’alunno


LA VALUTAZIONE ?
E’ importante, una volta che si decide quale strada percorrere, essere consapevoli degli adempimenti valutativi che si devono assolvere:
  • La programmazione per obiettivi minimi: è rivolta ad alunni con disabilità fisica e ad alunni con disabilità sensoriale. Non si può procedere ad una valutazione differenziata. (O.M. 90/2001)
  • La programmazione differenziata: è rivolta ad alunni con disabilità psichica e in rari casi ad alunni con disabilità fisica e sensoriale. La valutazione, adeguatamente differenziata, tiene conto degli obiettivi prefissati nel Piano Educativo Individualizzato (PEI). Qualora il PEI abbia individuato per l’alunno disabile obiettivi formativi non riconducibili ai programmi ministeriali e ai Piani di studio previsti per i diversi tipi di scuola, il Consiglio di classe valuta comunque i risultati dell’apprendimento con l’attribuzione di giudizi o di voti relativi esclusivamente allo svolgimento del PEI. Tali giudizi o voti hanno valore legale al fine della prosecuzione degli studi e di essi viene fatta menzione in calce alla scheda di valutazione o alla pagella (art. 15 Ordinanza ministeriale 21 maggio 2001, n. 90). Gli alunni valutati in modo differenziato possono partecipare agli esami di stato svolgendo prove differenziate: ai voti riportati nello scrutinio finale e ai punteggi assegnati in esito agli esami si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate, l’indicazione che la votazione è riferita al PEI e non ai programmi ministeriali, pertanto verrà rilasciata una certificazione delle competenze acquisite e di frequenza in alternativa al diploma di maturità
comprensivovr12.it

Di seguito si riporta l'esperienza vissuta quest'anno con uno studente neo arrivato disabile. Le esperienze vissute in tutte questi anni sono state molto utili, ma si sono rivelate un trampolino di lancio per affrontare situazioni nuove e su cui riflettere con attenzione. Siamo sicuri, tuttavia, che quanto fatto e scoperto quest'anno sia stato utile non solo per lo studente in questione, ma anche per affrontare al meglio gli anni a venire.

http://multiculturalismi.blogspot.it/